Aprile 2026
Ad oggi l’associazione ha ottenuto 7 sentenze positive.
Facciamo il punto della situazione e approfondiamo come è cambiata l’istruttoria dei procedimenti giudiziali negli ultimi 5 anni


Da circa cinque anni è profondamente cambiata l’istruttoria nei procedimenti giudiziari relativi ai pazienti affetti da patologie neurodegenerative.
Se dieci anni fa, quando abbiamo avviato l’azione collettiva, era sufficiente dimostrare attraverso la semplice diagnosi che il paziente fosse affetto da una grave patologia neurodegenerativa — elemento che già consentiva di riconoscere la prevalenza delle cure sanitarie — oggi la situazione è molto più complessa.
Attualmente, attraverso perizie medico-legali ed espletamento di CTU, è necessario dimostrare che, nel singolo caso concreto, pur in presenza di una diagnosi evidente, esista un rapporto di inscindibilità tra prestazione sanitaria e prestazione alberghiera, anche alla luce dei trattamenti terapeutici personalizzati cui il paziente è sottoposto.
Tutto ciò rende le cause certamente più complesse, ma al tempo stesso anche le sentenze meno attaccabili sotto il profilo giuridico.
Una CTU articolata, come quelle nelle quali siamo attualmente impegnati in diverse regioni italiane, richiede generalmente dai sei mesi a un anno di lavoro e consente di approfondire in modo accurato sia la storia clinica del paziente sia le concrete modalità di erogazione delle prestazioni all’interno della RSA.
Questo tipo di istruttoria, particolarmente dettagliata e approfondita, contribuisce poi a rendere le sentenze più solide, motivate e difficilmente contestabili nei successivi gradi di giudizio.
Prima di agire in giudizio, oggi procediamo con una preventiva valutazione medico-legale di parte, approfondendo sin da subito anche i PAI dei pazienti che elencano le prestazioni albeghiere che, attraverso le cause, chiediamo di porre a carico dello Stato
Per analizzare il vostro caso è possibile contattarci e fissare un appuntamento, in sede oppure da remoto.




