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Siamo orgogliosi di rappresentare un punto di riferimento per tante famiglie che vivono la difficile situazione del ricovero dei loro cari in RSA
L’azione finora intrapresa è da attribuirsi alla lungimirante intuizione, all’impegno, al coraggio ed alla determinazione del compianto AVV. FRANCESCO FELICI, promotore dell’azione collettiva, e che ha ottenuto le prime sentenze positive, le quali hanno poi fatto giurisprudenza
- 29 GIUGNO 2026: ottava sentenza positiva degli avvocati Francesco Felici ed Emanuela Astolfi ottenuta al Tribunale di Tivoli. Revocato decreto ingiuntivo nei confronti del figlio di una paziente e condannata RSA a pagare le spese legali
- 5 MAGGIO 2025: settima sentenza positiva degli avvocati Francesco Felici ed Emanuela Astolfi. Una nostra socia ha ottenuto il rimborso di 166.185,19 euro, oltre interessi, dalla Regione Lazio
- 29 MAGGIO 2024: sesta sentenza positiva degli avvocati Francesco Felici ed Emanuela Astolfi. Una socia ottiene 33.880,50 euro dalla Regione Lazio pagati per la degenza del marito in RSA
- 30 aprile 2024: quinta sentenza positiva degli avvocati Francesco Felici ed Emanuela Astolfi il Tribunale di Roma ha accolto la domanda della figlia di una paziente che ha agito in qualità di erede per il recupero delle rette e disposto una CTU d’ufficio per l’esame delle domande nei confronti di RSA e Regione Lazio
- 8 MAZO 2021: quarta sentenza positiva degli avvocati Francesco Felici ed Emanuela Astolfi. Il Tribunale di Roma decide per il rimborso ad una figlia di 103.117,14 euro, oltre a interessi legali a decorrere dai singoli pagamenti, pagati per la degenza della madre
- 8 MARZO 2021: terza sentenza positiva degli avvocati Francesco Felici ed Emanuela Astolfi. Il Tribunale d Roma decide per il rimborso di 75.674,15 euro, oltre a interessi legali a decorrere dai singoli pagamenti, pagati per la degenza del famigliare
- 8 MARZO 2021:seconda sentenza positiva degli avvocati Francesco Felici ed Emanuela Astolfi. Il Tribunale di Roma decide per il rimborso di 87.911,34 euro ad una figlia, oltre a interessi legali a decorrere dai singoli pagamenti, pagati per la degenza della madre
- 14 luglio 2016: prima sentenza positiva ottenuta dall’avv Francesco Felici. Regione Lazio condannata a restituire 13.393,44 Euro alla figlia di un paziente
Affrontare la malattia di Alzheimer o una grave patologia neurodegenerativa è un percorso doloroso e complesso, che coinvolge non solo la salute del paziente ma anche la stabilità emotiva ed economica dell’intera famiglia.
Molti familiari si trovano a sostenere rette RSA molto elevate, spesso per anni, senza sapere che in molti casi – se viene riconosciuto il carattere prevalentemente sanitario delle prestazioni rese in favore del malato – quelle somme non sono dovute.
La giurisprudenza più recente e consolidata afferma infatti un principio fondamentale: quando la componente sanitaria è prevalente, le cure devono essere interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Nei casi di Alzheimer avanzato e di demenze gravi, l’assistenza quotidiana non è separabile dalla cura medica. Il paziente necessita di sorveglianza continua, somministrazione di terapie, interventi infermieristici e sanitari costanti, gestione clinica di una patologia irreversibile. In queste situazioni, l’assistenza è parte integrante della cura sanitaria, e non può essere qualificata come semplice “assistenza alberghiera”.
La conseguenza è che la retta non deve pagarla la famiglia ma il servizio sanitario nazionale.
Azione legale Alzheimer – RSA: a chi è rivolta
Possono agire in giudizio gli amministratori di sostegno dei pazienti o direttamnete i famigliari dei pazienti che pagano le rette di degenza. Tramite i procedimenti si richiede la gratuità delle cure per i pazienti:
- affetti da demenze di grado severo, di tipo Alzheimer o anche diverse da morbo di Alzheimer
- ricoverati in RSA o strutture assimilabili
- per i quali è stata richiesta o versata una retta mensile
È possibile:
✔ richiedere il rimborso delle somme già pagate
✔ richiedere la non debenza per il futuro delle rette di degenza
✔ far valere i diritti del malato anche tramite amministratore di sostegno
Quali sono i documenti necessari?
Per partecipare dovrai essere in possesso dei seguenti documenti:
– Autorizzazione ricovero in RSA
– Dichiarazione di soggiorno in RSA
– Ricevute dei pagamenti effettuati
– Documentazione medica con diagnosi (es. certificato invalidità)
– Piano terapeutico del paziente
IMPORTANTE: L’AZIONE E’ ATTIVA IN TUTTA ITALIA E VIENE DIRETTAMENTE SEGUITA DALL’AVV ASTOLFI. Puoi conferire mandato a distanza e, attraverso le consulenze via skype, puoi fissare gli incontri per chiarire i tuoi dubbi.
L’associazione, periodicamente, organizza giornate di consulenza legale in merito a questa azione nelle principali città italiane per informare i cittadini sui loro diritti.
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- Quotidiano Nazionale – 15 maggio 2026 – Intervista Avv Emanuela Astolfi

- Alzheimer e RSA, il punto sulle sentenze: intervista all’avv. Emanuela Astolfi – archivio aprile 2026

- Alzheimer e RSA – AZIONE GIUDIZIALE NAZIONALE





