Ci sono separazioni in cui il problema non è la fine dell’amore. Il problema è quello che gli adulti fanno del dolore. Perché ci sono coppie che riescono a separarsi restando genitori. E altre che, senza accorgersene, trasformano i figli in postini, testimoni, arbitri… Ed è una cosa che vedo continuamente nel mio lavoro e non nelle grandi tragedie familiari ma nella quotidianità, nelle piccole frasi tipo: “diglielo tu a tuo padre che deve pagare il dentista” “chiedi a tua madre quando mi dà i soldi delle spese”, “fatti dire da papà se questo weekend viene veramente”
Gli adulti spesso non si rendono conto di quanto sia pesante tutto questo per un figlio. Perché un bambino o un ragazzo non dovrebbe mai trovarsi nella posizione di gestire i conflitti economici, emotivi o organizzativi dei genitori.
E invece succede continuamente. Una delle cose che mi colpisce di più nelle separazioni conflittuali è vedere figli di dieci, dodici, quindici anni costretti a fare da tramite tra due adulti che non riescono più a parlarsi. Immaginiamo l’ansia dei ragazzi che fanno qua e là da una casa all’altra sapendo di dover riferire, essere interrogati, ecc. Si sposta su di loro il peso di tutto
Non sempre le separazioni più dolorose sono quelle in cui si urla: a volte, nei contesti che apparentemente sono più civili, senza urla e denunce, si innescano meccanismi subdoli, frecciatine, silenzi che fanno crescere nei figli una cosa che scava dentro, il senso di colpa.
Ci sono tanti contesti e tante emozioni che si provano nella vita in cui è giusto essere atentiti, passionali, ecc. Ma per dare sicurezza e autostima ai figli c’è una cosa fondamentale: le regole. Ecco, la regola delal separazione deve essere una: il buonsenso. Forse nella vita si può scegliere di non usarlo sempre. Ma quando ci sono separazioni con figli deve diventare obbligatorio, una regola obbligatoria. Ricordo una coppia che seguivo anni fa. La loro relazione era finita davvero e c’erano state sofferenze importanti. Eppure hanno scelto una strada molto intelligente: per i compleanni dei figli erano entrambi presenti, a volte riuscivano persino a cenare insieme quando il momento lo richiedeva.
Mai una parola svalutante davanti ai bambini, sempre “papà è bravo e ti vuole bene” , “mamma è brava”, mai richieste economiche fatte passare dai figli, mai interrogatori
Separarsi bene non significa soffrire meno ma scegliere di non usare i figli per colpire l’altro.
Avv Emanuela Astolfi




