Comunicato – 29 giugno 2026
Dal primo storico successo del 2016 alle più recenti pronunce, l’azione giudiziale nazionale promossa dagli avvocati Emanuela Astolfi e Francesco Felici continua a consolidare un orientamento favorevole ai malati di Alzheimer e ai loro familiari. L’ultima sentenza del Tribunale di Tivoli porta a otto il numero delle decisioni positive già ottenute.
Otto sentenze favorevoli, rimborsi riconosciuti per centinaia di migliaia di euro e un orientamento giurisprudenziale che si consolida anno dopo anno. Con la decisione del Tribunale di Tivoli, Associazione Astolfi raggiunge un nuovo e significativo traguardo nell’azione giudiziale nazionale a tutela delle persone affette da Alzheimer ricoverate nelle RSA e delle loro famiglie.
La nuova pronuncia arriva dopo una lunga serie di successi giudiziari che hanno già consentito ai familiari di ottenere la restituzione di somme molto elevate versate per le rette di degenza. Solo negli ultimi anni sono stati riconosciuti rimborsi di 166.185,19 euro, 103.117,14 euro, 87.911,34 euro, 75.674,15 euro e 33.880,50 euro, oltre interessi, mentre altre pronunce hanno affermato gli stessi principi di diritto anche in procedimenti di diverso contenuto. Un percorso iniziato nel 2016 con la prima storica sentenza ottenuta dall’avv. Francesco Felici e che oggi trova un’ulteriore conferma nell’ottava decisione favorevole.L’ultima sentenza, pronunciata dal Tribunale di Tivoli, ha revocato il decreto ingiuntivo emesso nei confronti del figlio di una paziente affetta da Morbo di Alzheimer ricoverata in RSA, condannando inoltre la struttura al pagamento delle spese processuali.La causa è stata patrocinata dagli avvocati Emanuela Astolfi e Francesco Felici, nell’ambito dell’azione giudiziale nazionale promossa dall’Associazione per la tutela dei diritti delle famiglie coinvolte nella gestione dell’assistenza ai malati di Alzheimer.
Secondo quanto affermato nella sentenza, quando il trattamento sanitario necessario al paziente è strettamente integrato con l’assistenza prestata dalla struttura, le prestazioni assumono natura sanitaria e rientrano tra quelle integralmente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, senza che il relativo costo possa essere trasferito ai familiari.
Particolarmente significativo è anche il passaggio della decisione con cui il Tribunale ha dichiarato nullo l’impegno economico sottoscritto dal familiare al momento del ricovero, ritenendolo contrario alla normativa vigente, con conseguente revoca del decreto ingiuntivo.
Si tratta dell’ottava pronuncia favorevole ottenuta nell’ambito dell’azione giudiziale nazionale promossa da Associazione Astolfi, un risultato che contribuisce a rafforzare un orientamento giurisprudenziale di crescente rilevanza per migliaia di famiglie italiane che si trovano ad affrontare richieste di pagamento delle rette di ricovero per persone affette da Alzheimer o da altre patologie neurodegenerative.
«Questa decisione rappresenta un ulteriore passo avanti nella tutela dei diritti delle persone più fragili e delle loro famiglie», dichiara l’ avvocato Emanuela Astolfi. «Ogni vicenda richiede un’attenta valutazione della documentazione sanitaria e contrattuale, ma la giurisprudenza continua a ribadire principi fondamentali che meritano di essere conosciuti da tutti coloro che si trovano ad affrontare situazioni analoghe.»
Associazione Astolfi ricorda che ogni caso presenta caratteristiche specifiche e deve essere valutato singolarmente sulla base della documentazione clinica e contrattuale disponibile.




