RSA e segnalazioni: hamburger e cordon bleu tritati anche a paziente disfagica

Tra i tanti contenuti che pubblico sui miei canali social, ce n’è uno in particolare che ha destato l’attenzione di molte persone. Come sapete, mi occupo da tempo e in modo specifico delle azioni legali per le richieste di rimborso delle rette pagate alle RSA Eppure, le storie che mi avete raccontato nei mesi estivi sono andate ben oltre l’aspetto economico, toccando una ferita ancora più profonda: la qualità della cura e la dignità dei nostri familiari più fragili.

Una storia che fa riflettere: il caso della pazienta disfagica

Tra le tante storie che ascolto in consulenza, una mi è rimasta particolarmente impressa ed ho appunto raccontato nel reel che trovate anche in questa pagina, oltrechè sul canale Instagram. La figlia di una signora affetta da una grave patologia neurodegenerativa e ricoverata in una RSA mi ha raccontato un dettaglio sconcertante: alla madre, disfagica, sono somministrati gli stessi identici pasti previsti per gli altri ospiti, però tritati. Parliamo di pasti che comprendono anche cibi come hamburger o cordon bleu: alimenti che già di per sé sollevano dubbi dal punto di vista nutrizionale per pazienti anziani e complessi, ma ancor di più per pazienti disfagici, che necessitano invece di una dieta attentamente valutata e con consistenze modificate secondo linee guida mediche ben precise. Limitarsi a “tritare” un cibo non idoneo non è un’assistenza corretta: è una grave mancanza di attenzione verso la salute e la sicurezza del paziente.

La storia di questa signora purtroppo non è isolata. Ogni giorno ascolto racconti di famiglie che si sentono sole di fronte a criticità gestionali gravemente sottovalutate:

  • Cadute frequenti per negligenza: chi ha un anziano parente in RSA sa benissimo cosa vuol dire aggiungere una caduta ad una condizione clinica già grave! Purtroppo, in più di un caso, e fratture al femore hanno comportato il decesso del paziente in pochi mesi. La cosa che fa più male è sapere che gran parte di queste cadute avviene durante i passaggi dal letto alla carrozzina o durante le manovre d’igiene del mattino: momenti critici in cui le tragedie si consumano per il mancato utilizzo delle spondine di protezione o perché non viene impiegato il numero adeguato di operatori per la movimentazione in sicurezza.
  • Mancata mobilizzazione: Pazienti lasciati per l’intera giornata sulla carrozzina, senza alcun cambio di postura;
  • Piaghe da decubito, principalmente nella zona sacrale, conseguenza ovviamente della mancata mobilizzazione e della totale assenza o inedaguatezza dei presidi necessari;
  • Piani Assistenziali Individualizzati (PAI) ignorati: Documenti che dovrebbero garantire una cura su misura e che invece rimangono spesso solo carta stampata.

Di questi temi — e delle storie reali che mi avete affidato — tornerò a parlare approfonditamente anche nei miei prossimi reel, perché ritengo fondamentale fare informazione su ciò che accade a porte chiuse.

Molti di voi mi conoscono per le azioni collettive e le battaglie legali legate al recupero delle rette delle RSA, tuttavia, ascoltare le vostre storie negli ultimi anni ha smosso in me molta determinazione nel cercare di cambiare le cose. Nei prossimi mesi ho intenzione di concentrare con forza la mia attività anche su queste criticità: dalla sicurezza del familiare alla qualità dell’assistenza, fino alla responsabilità delle strutture per negligenza.

Da avvocato, ma prima ancora da persona che ascolta ogni giorno queste realtà, so quanto sia doloroso vedere un genitore o un parente fragile non trattato con il rispetto e l’attenzione che merita. E’ un dramma per un figlio, un marito, un nipote ricoverare un proprio caro. Ed è devastante vivere, oltre alla sofferenza della malattia, il dolore derivante dalle disattenzioni e dalle criticità della struttura diventa devastante.

Puoi contattarmi per una consulenza: analizzeremo insieme la situazione per capire come tutelare la salute, la sicurezza e i diritti del tuo familiare.

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